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Bullismo, Ultima fermata! SunnyWay per il sociale

Bullismo, Ultima fermata! SunnyWay per il sociale

Fino a domani, 29 marzo, SunnyWay è partner del progetto “Bullismo, Ultima fermata”, un progetto ideato e progettato da Percorsi di Crescita Società Cooperativa con il contributo della Regione Lazio e delle amministrazioni locali. L’iniziativa ha lo scopo di arginare il fenomeno del bullismo attraverso la campagna ludica dello Urban Game, nel corso della quale i partecipanti saranno messi davanti a quesiti che comportano e dei percorsi alternativi. L’obiettivo è quello di trasmettere l’importanza della sana convivenza tra giovani e scapito degli stereotipi del bullo, educando ai valori dell’amicizia e del rispetto. Il progetto,  coordinato dalla Dott.ssa Mariangela Garofalo, amministratore della cooperativa che lo ha ideato, è in fase di ultimazione, ha avuto inizio il 19 dicembre u.s. e terminerà domani, 29 marzo 2017 proprio con lo svolgimento dello Urban Game per le strade del paese di Bassano Romano. Al gioco parteciperanno 40 ragazzi ma nel progetto nel suo complesso ne sono stati coinvolti più di 100. Il progetto prevede una fase di formazione/informazione, una fase di mappatura del fenomeno e la realizzazione dello URBAN GAME. Lo Urban Game  utilizza la  Metodologia dei giochi urbani e ha lo scopo di  mettere a confronto atteggiamenti e “modi di vedere e di vivere” spesso in contrasto tra loro (bulli o potenziali tali con vittime del bullismo). I ragazzi delle classi terze delle scuole medie inferiori verranno divisi in squadre. Ogni squadra avrà in dotazione un tablet sul quale verrà scaricata un’applicazione costruita ad hoc. Il gioco prevede l’individuazione di siti specifici individuati dal GPS; raggiunti tali siti i partecipanti si troveranno di fronte a delle scelte su possibili comportamenti bulli/non bulli. In questo modo avranno la possibilità di riconoscere e...
Il Team Building nel Kick-Off Meeting

Il Team Building nel Kick-Off Meeting

Kick-Off è un’espressione presa dal football americano che si riferisce al calcio d’inizio della partita. Il meeting kick-off annuncia l’avvio ufficiale del progetto a tutte le persone coinvolte: il responsabile dell’iniziativa, il project team e i partecipanti. Nel meeting kick-off si gettano le basi per un progetto condiviso, un concetto comune di collaborazione. Si crea chiarezza, un vincolo tra i partecipanti, gettando così una base solida per il vostro progetto. L’attività di team building aiuta a costruire una cultura di squadra propositiva all’interno della vostra organizzazione, quindi perché non includere un team building nel vostro incontro annuale kick-off?! Oggi bisogna imparare a fare di più con meno. Cosa succede quando abbiamo risorse limitate? Non è solo perché abbiamo sempre fatto qualcosa in un certo modo che sia quello il modo in cui dovremmo continuare a farlo. Abbiamo bisogno di fare le cose in modo diverso per ottenere risultati migliori. Piuttosto che alla ricerca di ciò che non funziona, è meglio trovare ciò che è possibile. Questo stimola la creatività e spinge a far accadere qualcosa di positivo a chi vuole impegnarsi. Il meeting kick-off è una grande opportunità per la vostra squadra di conoscersi l’un l’altro con attività coinvolgenti e interattive. Lo spirito di squadra si crea perché quando siamo collegati agli altri partecipiamo di più. Quando abbiamo fiducia in noi stessi e in chi ci sta vicino siamo più disposti a uscire dalla zona di comfort, quando siamo preoccupati e non abbiamo buoni rapporti con i colleghi e in generale con l’ambiente lavorativo facciamo a malapena il nostro compito, pronti a criticare gli altri per qualcosa che non va...
IMPRO’, quando il team building è improvvisazione!

IMPRO’, quando il team building è improvvisazione!

Oggi vi raccontiamo IMPRO’, un format che mette alla prova creatività e capacità di ascolto, ritenuta una tra le più importanti competenze professionali: genera la differenza nei rapporti con i collaboratori e favorisce il “salto” dall’autorità all’autorevolezza. Ci sono differenti modi di ascoltare, ma solo alcuni sono efficaci. Gli obiettivi di IMPRO’ sono: sperimentare l’improvvisazione teatrale per acquisire strategie e tecniche di ascolto efficace; migliorare la propria capacità empatica; sviluppare le tecniche di ascolto attivo e imparare ad aprirsi agli altri, ascoltare e fidarsi di loro. Le fasi  Il lavoro che proponiamo ai team coinvolti si articola sostanzialmente in tre fasi, ovviamente adattabili in base alle esigenze e alle risposte dei partecipanti: a) Stimolo dei meccanismi creativi Inizialmente si propone un lavoro di ricerca, di stimolo e di esplorazione dei processi creativi di ogni partecipante in modo da uscire dalla propria zona di confort e sollecitare il proprio spirito di decisione. b) Creazione collettiva In questa fase vengono analizzate le regole ed i procedimenti che favoriscono, attraverso l’ascolto e la disponibilità verso l’altro, l’interazione e l’improvvisazione tra due e più partecipanti. E’ in questa fase che i nostri trainer pongono l’attenzione sull’importanza di valorizzare il ruolo di ognuno. c) Studio e pratica delle strutture Nella fase finale del lavoro, le capacità creative individuali e la disponibilità verso gli altri attori vengono messe al servizio della creazione di una struttura globale, di uno sviluppo narrativo e drammaturgico dell’improvvisazione. In quest’ultima fase di IMPRO’ l’attore non è più solo giocattore/autore/regista di se stesso, ma indirizza questa funzione a tutto il gruppo.                       Strutturazione generale...
Lego, un nuovo modo di costruire il team building!

Lego, un nuovo modo di costruire il team building!

Grande divertimento e lavoro efficace di squadra con i Lego per il gruppo di dirigenti dell’Azienda Alpiq all’Hotel Excelsior San Marco di Bergamo la scorsa settimana! Dopo gli immancabili esercizi di ice breaking per sciogliere i partecipanti e renderli più disponibili all’attività, abbiamo cominciato il team building vero e proprio: le squadre hanno lavorato e si sono confrontate nel costruire un oggetto con i mattoncini del Lego. Si è trattato di un mini-progetto: ogni squadra ha avuto lo stesso numero e tipo di “mattoncini” e fino a 120 minuti per costruire un oggetto non così semplice da assemblare. Ma non tutti erano i mattoncini giusti; solo con una negoziazione efficace le squadre hanno potuto scambiarsi i pezzi utili per finire il progetto. All’inizio i team hanno preso l’attività come una competizione tra loro senza aiutarsi a vicenda al contrario di quello che gli era stato spiegato nel brief iniziale in cui gli è stato indicato che erano tutti team di una stessa organizzazione. Nel corso dell’attività, però, la squadre hanno preso coscienza dell’efficacia della collaborazione e dello scambio delle informazioni in loro possesso per raggiungere l’obiettivo. Con il loro comportamento i partecipanti hanno risposto agli input che il nostro trainer ha posto loro per la costruzione di modelli tridimensionali. Le dinamiche di gruppo, dal brainstorming alla costruzione vera e proprio di un modellino tridimensionale, sono state osservate dal trainer e riproposte nel debrief. Alcune domande poste nel debrief: Il gruppo ha usato al meglio l’esperienza e le abilità di ognuno? Come il team gestisce il disaccordo? Le persone si affrontano apertamente, usano il voto? Quali sono le conseguenze della...