Problem solving strategico: cos'è e quali sono i suoi orientamenti

Tutta la vita consiste nel risolvere problemi.”

– Karl Popper –

Spesso si parla di problemi, e spesso si parla di soluzioni. E il web è pieno di soluzioni già pronte del tipo come fare a…”.

Ma siamo sicuri che la stessa soluzione possa essere applicata allo stesso problema in realtà diverse?

Se due aziende hanno difficoltà nel gestire la motivazione del personale, la stessa soluzione può essere efficace per entrambe?

Se due persone hanno difficoltà relazionali, siamo sicuri che ununica soluzione possa essere efficace in tutti e due i casi?

Per questo la prima caratteristica di un PROBLEM SOLVING efficace è che sia personalizzato e calato nella situazione specifica. 

Problem Solving Strategico: cos'è

Una vera e propria illuminazione.

Il principio è, apparentemente, molto semplice: laddove ogni approccio è funzionale in alcuni casi e disfunzionale in altri, è bene sviluppare un modello integrato che prenda il meglio da ogni approccio, con processi flessibili ma rigorosi (il che riduce la possibilità derrore mantenendo lattenzione alla personalizzazione caso per caso).

Esiste un modello di Problem Solving che ha fatto quello che fece Bruce Lee nelle arti marziali. Si scelgono solo le tecniche che funzionano e si integrano in un modello che permette di capire, in base al contesto e allavversario, come combattere”.

Per questo motivo, il Problem Solving Strategico © contiene in sé tutti e tre gli approcci, in un modello di ricerca-intervento che è anche autocorrettivo nel suo procedere.

Il Problem Solving Strategico © è problem oriented nellindagine del problema e nella comprensione del suo funzionamento, compresa la ricerca delle tentate soluzioni e delle eccezioni positive. E non solo. Tiene anche conto del fatto che non tutte le problematiche hanno una logica ordinaria, non andando a caccia di streghe” inseguendo cause univoche che spesso non esistono. È problem oriented anche in alcune tecniche, come ad esempio la tecnica del come peggiorare”, che controintuitavamente permette di far emergere tentate soluzioni e potenziali autosabotaggi.

Le metodologie

Laltro aspetto che bisogna considerare sono le tre metodologie predominanti nel problem solving. Ma qual è la migliore? 

Forse non esiste una risposta a questa domanda. Ma possiamo dire quali sono le risposte che fino ad ora luomo ha dato alla ricerca di soluzioni efficaci a problemi apparentemente irrisolvibili.

In questo viaggio noi abbiamo individuato principalmente 3 orientamenti:

– metodologie PROBLEM oriented;

– metodologie SOLUTION oriented;

– metodologie ACTION oriented.

 

Metodologie Problem Oriented 

Le prime metodologie, si focalizzano sullANALISI DEL PROBLEMA. 

Da questo approccio si possono apprendere molti strumenti analitici e dindagine che permettono di investigare”, più o meno correttamente, le origini della problematica che si vuole risolvere. 

Purtroppo la maggior parte di queste metodologie va quasi sempre a caccia” del motivo, della causa scatenante; ma in molti casi e in molte problematiche linsorgere di una problematica è il risultato di concause che si intrecciano in relazioni di influenza reciproca molto complesse. Ovviamente, se non funziona il computer, cercare la causa è molto efficace, perché immediatamente ci fornisce anche la risposta su quale possa essere la soluzione. Ma se una persona ha il problema di fumare, o non va daccordo con il proprio collega, siamo sicuri che sia funzionale cercare la causa? Siamo così sicuri di poter ammettere che ci sia una causa precisa e definibile? E se così fosse, siamo sicuri di poter dire che sia una sola e non un insieme di con-cause? E se fosse possibile scoprirle tutte con precisione, possiamo dire che conoscerle ci fornirebbe la soluzione certa, sicura e definitiva? Anche perché, scusate la banalità, ma la soluzione al problema del fumo, ad esempio, è semplice e si chiama smettere! 

E da qui viene lultima domanda: individuata la soluzione, siamo sicuri che sia sempre agita senza difficoltà e resistenze? 

Le metodologie analitiche dovrebbero distinguere i problemi lineari” (come il computer che non funziona) dai problemi circolari” (come il fumare o le problematiche relazionali). Ma comunque lapproccio Problem oriented ci regala e ci insegna i metodi dellindagine del problema, di cui molti, in modo decisamente strategico, si orientano allindagine del FUNZIONAMENTO del problema, più che sulle sue cause e origini.

Metodologie SOLUTION oriented

Cerca la soluzione, non pensare al problema pensa solo alle soluzioni, non chiamarli problemi, chiamali sfide, e tante altre affermazioni di tipo positivo” arrivano da queste metodologie. 

Lapproccio Solution oriented si focalizza solo sulla ricerca delle soluzioni, tralasciando lindagine del problema, e restituendo alla persona e alle organizzazioni la responsabilità di eventualmente agire le soluzioni individuate. Il grande assunto di questo approccio è che basta conoscere la soluzione per poi risolvere il problema. E anche qui già si intravedono alcuni limiti. Il primo è che in alcuni casi unindagine almeno sul funzionamento del problema potrebbe essere funzionale e necessaria. Il secondo limite è nel pensare che basta cercare soluzioni per trovarle e che una volta trovate basta conoscerle per metterle in atto. Probabilmente non è così, o almeno non in tutti i casi.

Le metodologie Solution oriented, spesso fanno anche un altro grave errore: molte si concentrano principalmente sulla motivazione. Se vuoi puoi. Se vuoi smettere di fumare lo puoi fare. E se non lo fai, allora non lo vuoi veramente! Siamo sicuri che sia funzionale un atteggiamento così categorico e spesso squalificante? Daltra parte, però, gli approcci Solution oriented ci regalano le tecniche di ricerca delle soluzioni, la capacità di orientare e di orientarci da un passato irrisolvibile e non trasformabile ad un futuro risolto. Le metodologie Solution oriented ci regalano molte tecniche generative funzionali ad un buon problem solving.

Metodologie ACTION oriented

Si focalizzano solo sullagire tante soluzioni fino a quando non si trova quella adeguata. Non sai cosa fare? Basta che tu faccia qualcosa! Definisci delle azioni e inizia da una qualsiasi! Il focus è principalmente sulle azioni e sui comportamenti. Questo approccio è caratteristico di chi le prova tutte”, o di chi insiste su ununica soluzione allinfinito” (cadendo nella trappola della tentata soluzione disfunzionale). Queste metodologie richiedono molte risorse e molte energie, fisiche, mentali e spesso anche economiche. E i suoi limiti sono evidenti, perché spesso non solo non si risolvono i problemi, ma aumenta la frustrazione e la stanchezza. Ma anche questo approccio ci regala qualcosa di utile: lorientamento allazione e la pianificazione delle azioni.


 

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Fonte:

Piercarlo Romeo,  https://www.fym.it/blog/i-tre-orientamenti-integrati-del-problem-solving/