prevenire i conflitti in azienda

Perché prevenire i conflitti in azienda

 

Il conflitto è un avvenimento negativo che si sviluppa a livello relazionale ed è provocato dalla presenza di un problema irrisolto, un contrasto fra opposte tendenze e desideri. 

I conflitti sono un evento inevitabile all’interno dell’azienda. Il contesto organizzativo è, infatti, fulcro di molteplici incomprensioni, probabilmente perché la condizione di gruppo artificiale è conflittuale per definizione. Cosa accade?

 

Trovarsi tutto il giorno gomito a gomito con qualcuno a cui non ci si sente affini e che non si è scelto non è facile! Il tempo e l’esperienza spesso non sono sufficienti per comprendere come gestire proficuamente le relazioni, lo stare in gruppo e il riconoscimento dei i ruoli reciproci.

Inoltre, l’azienda è un luogo naturalmente competitivo, che presuppone una continua attenzione e interpretazione dei comportamenti altrui. Le discussioni, perciò, spesso si generano a partire da un semplice commento o consiglio frainteso e percepito come un attacco alla propria professionalità o alle proprie competenze.

Presa consapevolezza dell’impossibilità di ovviare situazioni conflittuali in ambito organizzativo e della frequenza con cui queste hanno luogo, spesso si decide di non dar loro peso e di ignorarle. 

In fondo, perché lottare e utilizzare le proprie risorse per qualcosa di ineluttabile? 

 

Un motivo però c’è: i conflitti rischiano di generare delle situazioni realmente critiche e trasformarsi in una condizione di malessere generale! Gli ammutinamenti di cui abbiamo sentito parlare durante le lezioni di storia del liceo ci dovrebbero aver fornito un’importante lezione a riguardo.

 

Una cosa è certa : gli avvenimenti conflittuali non si risolveranno da soli, o almeno non sempre.

Quante volte ti sarà capitato di ignorare una situazione di malcontento da te provocata magari perché eri sicuro che la tua scelta fosse giustificata e corretta... e non  hai pensato a chiarire i dubbi dei tuoi collaboratori?

La capacità di riconoscere e risolvere situazioni conflittuali è un’importante skill della quale ogni manager dovrebbe disporre per far entrare in gioco le sue capacità di leadership, risolvere la situazione e ristabilire l’armonia.

 Essere in grado di prevenire e gestire gli stati di crisi, infatti, permette all’organizzazione di trarre beneficio anche da questi momenti: i conflitti possono offrire opportunità di apprendimento e generare crescita aziendale. 

 

Conseguenze di un ambiente di lavoro conflittuale    

Prevenire i conflitti in azienda può trasformarli in un qualcosa di positivo, ma permette anche di evitare le gravi conseguenze che un ambiente conflittuale può provocare.

Queste possono riguardare sia la performance aziendale che il benessere psicofisico dei collaboratori.

Per quanto riguarda le prime, fra le principali troviamo:

 

  1. Diminuzione dell’efficienza economica. I conflitti persistenti richiedono l’allocazione di parte delle risorse (ad esempio per ridisegnare la struttura aziendale) sugli stessi e la perdita di tempo prezioso per il raggiungimento degli obiettivi di bilancio.

 

  1. Turnover patologico. Il turnover si definisce patologico nel momento in cui raggiunge una percentuale elevata di dipendenti di una stessa organizzazione. Diversi studi empirici hanno dimostrato che la presenza di problemi relazionali, in particolare con i supervisori, è una delle principali cause di abbandono dall’azienda da parte dei dipendenti.

 

Rispetto, invece, agli effetti delle aziende conflittuali sui comportamenti e lo stato dei dipendenti, sono particolarmente rilevanti:

 

  1. Burnout da lavoro. Un disturbo medico dovuto alla prolungata esposizione a fonti di stress (stressors). È caratterizzato da una condizione di depersonalizzazione, cinismo, esaurimento emotivo e senso di fallimento. Insorge a causa di difficili interazioni con i colleghi, importanti cambiamenti organizzativi o nel momento in cui ha luogo un aumento di responsabilità e carico di lavoro.

 

  1. Stress da Lavoro Correlato. È una sindrome psicologica che implica la percezione di scompenso e disagio quando ci si trova all’interno del contesto organizzativo. Quando supera le dosi di accettabilità, ad esempio a causa della sopportazione di situazioni persistenti e irrisolte, può rappresentare un rischio per la salute psicofisica dell’individuo.

 

  1. A causa dei conflitti, la situazione lavorativa genera nell’individuo stress, paure, noia e angosce. Gli eccessi quantitativi di quest’ultime rischiano di provocare un calo esponenziale della motivazione e, quindi, della produttività lavorativa dei propri collaboratori.

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Tante idee per prevenire i conflitti nel tuo business

 

Quindi come prevenire i confitti?

Lavorando a livello di comunicazione e investendo sulle relazioni!

Una risposta che sembrerebbe ovvia, ma che, forse proprio perché cosi scontata, talvolta rischia di non essere presa in considerazione ed essere bypassata.

Perché sia possibile prevenire incomprensioni, perciò, è fondamentale che nella tua azienda sia possibile comunicare assertivamente, apertamente e in maniera costruttiva. I tuoi collaboratori si devono sentire liberi di parlare fra loro e con i proprio superiori di come procede la vita lavorativa. 

In questo modo, non solo riuscirai ad evitare che un disaccordo degeneri, intervenendo preventivamente e ripristinando un clima positivo e sereno, ma avrai anche la possibilità di trarre il massimo beneficio da queste situazioni.

Comunicare tanto e bene quindi è, quindi, il primo punto, ma non è sufficiente. Un ambiente aziendale permette che solo una piccola percentuale di comunicazioni di tipo top-down sia lasciata al caso. La comunicazione, infatti, deve essere strategica ed attenersi ad una serie di regole che permetteranno al meglio di domare e trasformare i disaccordi nascenti in qualcosa di profondamente proficuo per la tua azienda.

 Ma quali sono le indicazioni da seguire per far si che la tua azienda non subisca più i gravi effetti causati da un momento di crisi?

Vediamoli adesso insieme.

 

Esprimere le proprie emozioni 

Ogni dialogo all’interno del tuo contesto organizzativo deve essere anche un momento di scambio reciproco di emozioni e sentimenti.

Per fare in modo che l’altro si senta libero di comunicare ciò che sente è necessario che sia tu ad ‘abbandonare le armi’ per primo.

Condividere il proprio stato d’animo, provocato da un particolare evento o una situazione aziendale, consentirà al tuo collaboratore di esprimersi anche lui a riguardo e manifestare il suo, eventuale, disagio o disappunto.

 

Parla chiaro

Devi fare in modo che quello che dici non sia fraintendibile o soggetto ad interpretazioni. Così riuscirai ad evitare quei malumori innescati dai possibili malintesi, che sono motivo di disagio e di rallentamento del lavoro.

 

La comunicazione assertiva e limpida, inoltre, farà si che l’altro percepisca la tua disponibilità a fornire ulteriori chiarimenti e la tua volontà di instaurare un rapporto basato sulla risoluzione e riflessione collettiva.

 

Sii flessibile

Quando comunichi cerca di dimostrare un certo grado di flessibilità. La tua posizione probabilmente richiede che tu mantenga un certo polso, ma non devi eccedere rischiando di apparire una persona chiusa mentalmente e superba. 

Dopo aver proposto eventuali cambiamenti o linee di condotta, avvia delle discussioni di gruppo a riguardo. In questo momento di confronto delle rispettive opinioni emergeranno gli eventuali problemi e le paure.

Sarà a questo punto tuo compito decidere se ‘smussare gli angoli’ delle scelte prese per raggiungere la soluzione migliore e andare incontro ai tuoi dipendenti.

 

Negoziare

Nel momento in cui ti trovi in disaccordo con un tuo collega o un tuo dipendente dovrai fare in modo che i termini della causa scatenante siano rinegoziati.

Per far ciò è, innanzitutto, importante far emergere le priorità e i bisogni fondamentali reciproci.

Sulla base di questi sarà, poi, possibile raggiungere un risultato, frutto di compromessi e di mutua attenzione, in grado di generare soddisfazione in entrambe le parti: una soluzione win-win che farà evitare la situazione conflittuale.

 

Elabora un piano di azione

Dopo aver riconosciuto i segnali di un conflitto, attraverso l’interpretazione di segnali verbali, è conveniente creare un piano di risoluzione scritto (anche in forma molto semplice e sintetica). 

Questo programma d’intervento dovrà tenere conto degli obiettivi di entrambe le parte coinvolte e condurre alla comprensione e risoluzione ottimale dell’incidente.

 

Non rimandare la discussione 

Se sei parte in causa del conflitto, devi affrontare immediatamente e in maniera diretta la situazione generata.

Aspettare che l’altro faccia quello che puoi fare tu, in questo caso il primo passo, non è mai una scelta corretta e potrà portare solo all’inasprimento della relazione.

L’intervento immediato, inoltre, previene l’insorgenza di quell’escalation negativa e difficile da gestire che le incomprensioni rischiano di generare.

 

Coaching

In situazioni di emergenza e di crisi può rivelarsi utile far subentrare un coach, un esperto nella risoluzione dei conflitti. Quest’ultimo sarà in grado di mediare per il raggiungimento di una risoluzione pacifica dei conflitti e di organizzare un serie di tattiche da attivare per la loro prevenzione.

L’intervento di questa figura è determinante soprattutto in quelle situazioni di allarme che ti coinvolgono personalmente e non ti permettono di avere una visione lucida della situazione e delle possibili soluzioni.

In generale, il coach riuscirà a fornire un’utile interpretazione dei recenti avvenimenti che hanno coinvolto la tua organizzazione e potrà fornire una guida per la risoluzione degli stessi.

 

Fai formazione 

Le aule esperienziali possono essere momenti davvero utili per lavorare sulle soft skills e, in particolare, sulle competenze relazionali e comunicative.

La formazione inerente argomenti di questo genere può preparare il tuo collaboratore alla gestione dei conflitti che si sviluppano all’interno dell’ambiente organizzativo.

Le tematiche che possono essere oggetto delle aule esperienziali valide per facilitare la prevenzione dei conflitti lavorativi sono diverse. Vediamo adesso alcuni esempi di momenti formativi organizzati e gestiti da SunnyWay:

 

1. Gestione dello stress.  

Questo workshop insegnerà ai partecipanti come modulare e controllare le proprie emozioni al meglio. In questo modo sarà possibile raggiungere gli obiettivi di business senza un inutile dispendio di tempo e risorse.

Inoltre, grazie alla nuova preparazione dei propri dipendenti il clima organizzativo diventerà maggiormente piacevole e vivibile dal punto di vista interpersonale.

 

2. Le relazioni interpersonali.

 All’interno di questa occasione formativa i collaboratori apprenderanno come essere empatici, intelligenti emotivamente e confrontarsi fra loro in maniera proficua.

Le strategie relazionali acquisite saranno untili per far si che i conflitti aziendali nascenti siano gestiti attraverso un dialogo costruttivo, condotto al meglio da punto di vista verbale e paraverbale.

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Organizza un team building

 I team building sono delle esperienze polivalenti che permettono di migliorare lo spirito di squadra, stimolare la collaborazione fra i partecipanti e migliorarne le competenze comunicative. Tutto ciò verrà ottenuto all’interno di un momento divertente e originale.

Fare team building può essere utile per prevenire crisi organizzative, grazie al grande contributo che queste attività sono in grado di fornire alla cultura e al clima aziendale.

Questi momenti ludici, ma anche formativi, possono assumere tante forme diverse in base alle esigenze specifiche dell’organizzazione.

Di seguito ti riportiamo due fra i molti format ideati da SunnyWay per farti comprendere l’estrema flessibilità di questo strumento.

 

1. Scoop

 Quest’attività trasforma i partecipanti in reporter alla ricerca di preziose informazioni per la costruzione del loro articolo.

Per ottenere documenti e immagini interessanti per il proprio scoop i diversi team dovranno risolvere quiz e prove molto challenging, che li trasporteranno in giro per la città scelta.

 

2. Escape room 

Un team building adrenalinico ed estremamente personalizzabile.

Mentre corrono contro il tempo i partecipanti devono risolvere degli enigmi, dare un senso a strane mappe e rispondere ad indovinelli. Se questo non sembra già abbastanza coinvolgente e avvincente, devi sapere che le stanze saranno tematizzate e richiederanno la coordinazione ottimale del lavoro di squadra.